Sabato 7 marzo, OPA! ripasso folk

OPA! 07032020

Un azzardatissimo accostamento tra le danze guasconi e quelle gipsy qualche volta ci può stare! La modalità resta quella di sempre: danze più semplici per iniziare e dare anche a chi è meno esperto la possibilità di seguire la musica, poi ripeteremo il nostro zoccolo duro, il repertorio folk che abbiamo già conosciuto nel 2019, e quando i neuroni daranno segni di cedimento li asseconderemo con le danze più “morbide”.
Il folk è per tutti: i principianti sono i benvenuti.
Scarpe e abbigliamento comodo; entrata libera, piccolo contributo libero per condividere le spese della sala.
per info: 3407781096 Giuliana
dalle 15 alle 17.30 al Cipiesse in via prati 59 a Rezzato (Bs)

 

 

15 marzo, stage di pizzica e tarantella calabrese

pizzica

Ballerine e ballerini!
Finalmente è arrivato: lo stage che sognavamo da tempo! Un interessantissimo approfondimento sulle danze del Sud Italia 🙂 Questa volta impareremo la pizzica salentina (dell’Alto e del Basso Salento) e la tarantella calabrese. Ad accompagnarci in quest’avventura sarà Pamela Pingiotti. Originaria di Teramo ed esperta di danze del Sud Italia, Pamela conosce il mondo del balfolk da parecchi anni. Ha tenuto diversi corsi e stage sulle danze meridionali e non vediamo l’ora di averla tra noi!
Ma le sorprese non sono ancora finite! Durante lo stage due musicisti ci accompagneranno con le canzoni tipiche delle danze che apprenderemo. Sarà davvero bellissimoooo

Come tutti i nostri eventi giravoltosi, ci teniamo che lo stage possa essere accessibile a chiunque, quindi sarà assolutamente ad offerta libera e consapevole!

La giornata sarà così organizzata:
10.00-13.00 pizzica salentina
13.00-14.00 pranzo condiviso
14.00-17.00 tarantella calabrese

Per la pausa pranzo siete tutte e tutti invitati a portare qualcosa da condividere, cibo o bevande, dolce o salato, a voi la scelta! E non dimenticate il vostro coperto di plastica dura e le vostre posate. Meno rifiuti produciamo e meglio è 🙂

Per ulteriori informazioni non esitate a contattarciiiiii

Piastra Pendolina – via Ragazzi del ’99, 5 (sopra il supermercato)

info:  3345734450

29 febbraio, BABA MARTA con Kokoni

La marteniza è un piccolo ornamento rosso e bianco che viene indossato
durante il mese di marzo. Questo mese, secondo la tradizione bulgara,
segna l’inizio della primavera. martenitsa bulgariaDunque il 1° di marzo è il simbolo
associato al saluto dell’inverno e al benvenuto della primavera! Veni a prendere il tuo braccialetto portafortuna ! E balli tradizionali a volontà.
Il gruppo folkloristico KOKONI-Argan di Brescia vi aspetta il 29 febbraio
2020 alle 10.00 all’angolo di via S.Faustino e C.della Carmine Brescia e dalle 13 Campo Marte Brescia .

Perché il carnaval de Lantz inizia con un valzer?

 

Veloce, vorticoso, iperdinamico: questa è l’impressione che resta a chi balla e a chi guarda questa danza. Nel mondo della danza folk è amatissima ma in molti non la riconoscono quando inizia perché i musicisti partono con un valzer dolce e lento. “Ah, già il valzer…ma perché?” “Dicono che prima di ballare la danza vera e propria passano con le scope per strada con questa musica…” “Davvero?”

Lantz è un paesino minuscolo – 153 abitanti nel 2017- in una valle secondaria dellalantz panorama Navarra, in Spagna. La danza che il balfolk conosce come Carnaval de Lantz lì è chiamata molto più semplicemente zortziko che in euskera, la lingua dei paesi baschi di cui culturalmente la Navarra fa parte, denomina genericamente una danza processionale in 5/8 diffusa in tutta la zona. Ogni paese ha il “suo” zortziko con delle minime varianti che lo contraddistinguono dai paesi limitrofi.

Inauterietako_pertsonai_nagusien_kokapenaLo zortziko viene ballato nei giorni di carnevale, ogni paese secondo la sua tradizione e con le maschere che lo accompagnano. A Lantz si è preservata una delle più belle tradizioni legate a questo periodo dell’anno e questo ha reso lo zortziko di Lantz il più famoso e ammirato e reinterpretato sia dai musicisti che dai ballerini. E’ la storia del famigerato bandito Miel Otxin e di come il contadini di Lantz si ribellarono contro di lui.

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Miel Otxin -il fantoccio – con Ziripot e txatxos

Miel Otxin, secondo la leggenda, era un bandito che spadroneggiava crudelmente nella zona tenendo assoggettati i contadini del paese, e aveva come compagno di scorribande una creatura dispettosa metà uomo e metà cavallo, lo zaldiko.

Le angherie vanno avanti fino a che un giorno il malvagio personaggio infierisce contro Ziripot, un omone grande e grosso (oggidì diremmo un grande obeso), ma così grosso che non riusciva né a lavorare né a camminare e che sopravviveva raccontando storie e leggende che venivano ricompensate in natura grazie alla generosità dei compaesani. Ziripot, nonostante sia un omone è assolutamente indifeso e il cavallo del bandito con una spinta lo butta a terra, impedendo ai paesani di aiutarlo a rialzarsi.

Di notte tutti insieme gli abitanti del villaggio decidono di unire le loro forze e di ribellarsi, si armano con quello che hanno a disposizione (ed ecco che appaiono le famose scope…) e partono alla caccia del bandito e del suo dispettoso cavallino. Quando dopo una lunga giornata alla fine lo prendono lo processano e lo condannano a morte.

Quello che noi comunemente conosciamo come il Carnaval de Lantz è la danza che viene ballata dopo la sconfitta di Miel Otxin, dopo la rappresentazione di tutta questa storia con personaggi in costume dalla faccia coperta con sacchi o stoffe di ogni genere. I protagonisti della giornata sono i Txatxos, coloratissimi personaggi che rappresentano gli antichi abitanti del paese con vestiti molto stravaganti: sono loro che percorrono le strade del paese con scope, forconi, rastrelli, bastoni, vesciche di maiale gonfiate come palloncini, e mille altri oggetti con cui colpire possibili nemici e con cui spesso minacciano i forestieri spettatori.

Escono tutti insieme da una vecchia casa che rappresenta l’osteria del paese e percorrono le vie con un fantoccio che rappresenta il bandito, un figurante che rappresenta l’uomo cavallo, i fabbri -personaggi veramente terrorizzanti per i bambini- senza volto e con martelli e altri rumorosi arnesi di metallo per ferrare il cavallo, il ciccionissimo Ziripot riempito di paglia che di tanto in tanto viene buttato  per terra dal cavallo che continua a correre e a scalciare. txistu en lantzQuesta rappresentazione viene accompagnata per tutta la sua durata dalla musica del chistu (flauto) e del tamburo che suonano il valzer fino all’esecuzione del bandito. Un valzer che non è quindi una semplice “intro” alla danza, ma la ragione stessa della danza finale.

hogueraIl punto finale della festa, come in tantissime località basche, è il frontón, lo spazio dove si gioca alla pelota. Lì viene acceso il falò dove viene bruciato il fantoccio di Miel Otxin e lì inizia la danza che ballano i txatxos, in pochissimo spazio, uno dietro l’altro, senza superarsi mai, intorno al fuoco in un movimento continuo che celebra l’unione di tutto il paese.

Negli anni ’60 l’antropologo Julio Caro Baroja ha realizzato un documentario per la televisione spagnola di grandissimo interesse per chi ama la storia di ciò che sta dietro il balfolk: se capite lo spagnolo vi consiglio di guardarlo seguendo il link

http://www.rtve.es/alacarta/videos/documentales-color/carnaval-lanz/3282938/

Adesso lo zortziko di Lantz è uscito dalla Navarra e non è più legato al carnevale, e alle feste riscuote sempre tantissimo entusiasmo. C’è sempre qualcuno che si domanda ma perché inizia con questo valzer? Se ne avete la possibilità andate a Lantz a vedere il Martedì Grasso come lo ballano i txatxos.

Giuliana Mazzola

1-2-3 maggio, Brescia Klezmer Fest

klezfest 20

Ebbene sì, il BRESCIA KLEZMER FEST 2020 è in arrivo!!!

Sul sito www.bresciaklezmerfest.com i primi aggiornamenti sulla prossima edizione.

Organizzato da Cidnewski Kapelye.
La musica klezmer è la musica tradizionale sviluppatasi nelle comunità ebraiche askenazite dell’Europa centro-orientale. Suonato da musicisti professionisti chiamati klezmorim, questo genere comprendeva in origine principalmente brani strumentali e danze eseguite in occasione di matrimoni ed altre celebrazioni. Negli Stati Uniti questo genere si è diffuso tra gli immigrati delle comunità di lingua Yiddish arrivati tra gli ultimi decenni del XIX secolo e i primi del XX, subendo l’influenza delle musiche del nuovo continente, in particolare lo swing e il nascente jazz.
Il gruppo nasce da un’idea del clarinettista Angelo Baselli nel maggio 2016. Partendo dalle registrazioni storiche e dal lavoro di ricerca effettuato tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo, i Cidnewski Kapelye hanno creato un suono molto personale, caratterizzato da un organico originale e duttile, cercando di mantenere però inalterati il carattere e lo spirito di questa musica, sospesa tra il riso e il pianto, tra l’intimità della preghiera e la gioia della danza collettiva. Il gruppo ha tenuto numerosi concerti ed è stato invitato ad esibirsi al festival “Klezmer e dintorni” di Bologna e alla “Giornata europea di cultura ebraica 2017” a Cento.Nel 2017 inizia a collaborare con l’attrice e cantante milanese Miriam Camerini alla realizzazione dello spettacolo “Rivoluzione e Redenzione”, dedicato al repertorio della canzone Yiddish ispirato all’ Internazionale socialista e al Bundismo.
Particolare importanza è data all’aspetto didattico ed alla diffusione della musica Klezmer sul territorio, effettuando lezioni-concerto in collaborazione con scuole ed accademie di musica. Dall’ottobre 2016, presso la Scuola Popolare di Musica di Brescia, è attivo un corso annuale nel quale si approfondiscono i principali aspetti stilistici e geo-storici del repertorio klezmer e l’apprendimento orale della musica; da questa esperienza è nata la BresciaKlezmerOrchestra. Nel dicembre 2016 il gruppo ha organizzato un seminario dedicato alla musica strumentale e alla canzone tradizionale Yiddish, al quale hanno partecipato in qualità di docenti la cantante lettone Sasha Lurje e il fisarmonicista e compositore Ilya Shneyveys, due tra i principali esponenti a livello internazionale della nuova generazione di musicisti specializzati in questo genere.
Nel febbraio 2018 è uscito il primo disco autoprodotto: Koilen, viaggio musicale ai confini dell’impero.
ANGELO BASELLI – Clarinetto
Inizia i suoi studi musicali alla Scuola Popolare di Musica “Isidoro Capitanio” di Brescia con la quale collabora tuttora come insegnante. Si diploma nel 2001 a pieni voti in clarinetto al conservatorio “G. Verdi” di Milano con il M° Sergio Delmastro. Grazie a borse di studio della Comunità Europea si perfeziona presso la Scuola di Alto Perfezionamento Orchestrale di Saluzzo (2002) e l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino (2004) e nel 2006 si diploma al corso superiore del Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano con il M° Milan Rericka. Come solista e in gruppi da camera ha ottenuto riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali. Collabora con gruppi da camera, orchestre sinfoniche ed enti lirici, tra i quali il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Regio di Torino, Teatro Verdi di Trieste, Arena di Verona, Teatro Regio di Parma e Teatro Comunale di Bologna. Dall’Ottobre 2012 collabora con il noto attore Marco Paolini per la produzione teatrale “Ballata di Uomini e Cani” come strumentista e co-autore delle musiche originali, e “Song n°14”, esibendosi sui palcoscenici più importanti in ambito nazionale.
Accanto all’attività in ambito “classico” coltiva da sempre la passione per la musica popolare, con particolare interesse verso la musica Klezmer, dando vita a diversi progetti nel corso degli anni, ultimo dei quali il gruppo Cidnewski Kapelye. Ha partecipato al Klezfest 2015 a Londra e ai corsi della Yiddish Summer Weimar 2016 e 2017, durante i quali ha seguito le lezioni di alcuni tra i massimi esponenti della musica klezmer a livello internazionale, tra i quali Joel Rubin, Alan Bern, Veretski Pass Ensemble, Christian Dawid, Sasha Lurje, Yair Dalal
OKSANA IVASYUK – Violino
Nata a Kolomyya, Ucraina, si diploma in violino e didattica della musica all’ Università “Vasyl Stefanyk” di Ivano-Frakivsk. Ha lavorato come docente di violino e ha tenuto numerosi concerti in Ucraina, Romania, Polonia, Malta, con varie formazioni, sia in ambito classico che popolare. Vive stabilmente in Italia dove collabora come violinista con vari ensemble, tra i quali il gruppo Loriband, con il quale ha inciso l’album “Narrar d’ incanto e di meraviglia”.
DAVIDE BONETTI – Fisarmonica
Musicista eclettico, Davide Bonetti si esibisce sia come solista che in diverse formazioni, passando dalla musica etnica e popolare al jazz e alla classica. Nella sua famiglia la fisarmonica è una tradizione che parte dal bisnonno. Nato a Castiglione delle Stiviere (Mn) il 5 marzo 1977, è quasi un fatto naturale che fin da piccolo studi lo strumento grazie agli insegnamenti dello zio Filippo Bazzoli. Si perfeziona in seguito con Fausto Beccalossi, fisarmonicista di fama mondiale. Diplomato in musica Jazz presso il conservatorio di Brescia nel 2007, approfondisce in parallelo lo studio della musica Jazz con Beppe Rusconi. Partecipa a numerosi seminari sia sulla pratica strumentale (Klaus Paier, Jean Louis Noton, Peter Soave, Frank Marocco) che sulla teoria e sull’improvvisazione (Pietro Leveratto, John Kinnison). Parallelamente alla fisarmonica si dedica allo studio e alla pratica dell’organetto, sul quale è prevalentemente autodidatta con ricerche sul campo e avvalendosi dei consigli di Franco Ghigini e Guido Minelli.
OLMO CHITTÒ – Vibrafono/Percussioni
Nato a Ponte dell’Olio (PC) nel 1987, ha studiato presso il Conservatorio “E. F. Dall’Abaco” di Verona nella classe di Strumenti a Percussione del M° Saverio Tasca diplomandosi con lode e menzione speciale nel 2012. Ha conseguito parallelamente la Laurea in Filosofia presso l’Università̀ di Padova nel 2010, con valutazione 110/110. Dal 2005 ad oggi ha frequentato diversi Master Class con alcuni importanti percussionisti tra i quali Ruud Wiener, Saverio Tasca, Mike Mainieri e Bruno Tommaso. Ha poi approfondito lo studio del Vibrafono Jazz con Andrea Dulbecco e del Pianoforte Jazz con Roberto Soggetti. Dal 2008 collabora con la Fondazione AIDA di Verona (come musicista, “Biografie Musicali” 2007-2009, “Mi chiamo Anna Frank” 2010-2012, “Il Piccoletto” 2012), dal 2014 con BAM!BAM!teatro di Verona (come musicista e compositore, “La Guerra dei Bottoni” 2014, “Un Sacchetto di Biglie” 2015). Nel 2009 ha inciso per Naxos col pianista Aldo Orvieto musiche di Bruno Maderna sotto la direzione del M° Carlo Miotto. Ha inoltre effettuato per FluffyAudio il campionamento del vibrafono “MyVibe”, curandone la conversione a strumento digitale. Dal 2010 collabora con l’ensemble Rondò Veneziano, col quale ha effettuato Tournée in Svizzera, Germania e Russia. Ha suonato come marimba solista al Teatro Filarmonico di Verona con l’Orchestra dell’Arena eseguendo musiche di E. Sejourne ed ha collaborato con numerosi ensemble cameristici tra i quali il Dédalo ensemble, la Piccola Orchestra Lumière e la Rossini Chamber Orchestra, il NED ensemble. Suona come vibrafonista col gruppo Dada Swinging Club, col quale ripropone musica swing degli anni ’20 e ’30.
ANDREA BUGNA – Contrabbasso
nasce a Brescia nel 1984.Si avvicina alla musica tramite il pianoforte frequentando il Conservatorio di Brescia con la professoressa M. Marano. Passa poi al basso elettrico e infine definitivamente al contrabbasso nel 2006. Partecipa ai workshop “We love jazz” per diversi anni approfondendo lo studio del linguaggio jazz con Buster Williams, John Webber, Aldo Zunino. Ha suonato con: Franco Cerri, Sandro Gibellini, Byron Landham, Gianni Alberti, Valerio Abeni, Angelo Peli, Carmelo Tartamella, Massimo Faraò, Giuseppe Ricciardo.

DANZE POPOLARI A BRESCIA dagli anni ’80 al 2020

DANZE POPOLARI A BRESCIA dagli anni ’80 al 2020

Ho conosciuto le danze popolari nel 1979 a Milano, dove vivevo allora, e ho cominciato negli anni ’80 ad appassionarmi alla cultura, alla musica e al ballo tradizionale che in quegli anni veniva spesso definito “celtico”. Ho ballato con la passione che 1984 (4)un’adolescente mette nelle cose che scopre e che fa sue, ho frequentato festival e concerti, mi sono appassionata alla musica pur senza essere mai stata una musicista.

Provenendo da Milano non ho mai sentito come mia una tradizione in particolare ma mi sono lasciata trasportare dal mio orecchio e dai miei gusti, che spesso erano attratti da musiche molto diverse fra loro, dall’Irlanda alle Ande, dalla Grecia all’Appennino, dalla bombarda bretone al tamburello calabrese…ma soprattutto la musica tradizionale spagnola che purtroppo non aveva molta fortuna nel mondo delle danze popolari.

Nel 1986 ho iniziato a frequentare un ragazzo che abitava a Brescia e alcuni dei suoi migliori amici conoscevano le danze popolari e così mi sono buttata con passione nel nuovo mondo delle danze popolari bresciane. Il mondo del ballo e della musica popolare era composto soprattutto di giovani entusiasti che avevano la voglia e la curiosità di riscoprire le proprie radici.

Il gruppo storico che le insegnava era (ed è ancora) il Salterio, che propone corsi e organizza spettacoli in costume, animazione nelle feste e nelle piazze.  Il Salterio ha proposto in tutti questi anni danze popolari e coreografie che hanno avvicinato molte persone a tradizioni popolari di provenienze molto diverse fra loro. In un certo senso dall’attività di questo gruppo discendono moltissime delle danze e dei gruppi folk che ballano questo repertorio ancor oggi nella nostra zona.

Parallelamente c’erano diversi musicisti appassionati che hanno iniziato ad investigare sul repertorio delle proprie zone, uscendo dagli schemi delle più diffuse musiche da ballo che venivano trasmesse con le audiocassette. In quegli anni un bel gruppo di appassionati si è raccolto in Val Trompia, intorno alle attività culturali della cooperativa Arca di Gardone. Sono stati organizzati concerti strepitosi, anche con musicisti provenienti dall’estero; sono state fatte ricerche etnografiche per la Comunità Montana (maggiori dettagli li potrà dare Franco Ghigini, anima organizzatrice di questo movimento triumplino, suonatore di organetto e a detta di molte ottimo ballerino). Un folto gruppo di persone seguiva queste attività e si ritrovava per ballare, mantenendo vivo il repertorio locale di scottish, mazurche, walzer ed altri balli di coppia.

Gli anni’90 sono stati anni “ruggenti” con bellissimi momenti di danza, la partecipazione a festival, scambi con altri musicisti (ed anche con altri ballerini, anche se la danza era sempre un po’ la sorellina minore della musica popolare). Questo momento si è concluso poco a poco a causa dei vari impegni famigliari, lavorativi o personali dei vari protagonisti, lasciando per fortuna una traccia nelle registrazioni che si sono conservate. Il repertorio tradizionale della nostra zona è rimasto comunque sconosciuto (l’unico noto anche fuori provincia è quello di Bagolino, che però non è mai entrato nella musica da bagolinoballo) e poco amato dagli amanti delle danze folk, che per quanto riguarda l’Italia amano di gran lunga più la musica piemontese, emiliana, veneta, sarda o meridionale. Negli ultimi anni Guido Minelli e Marisa Padella stanno ripescando con un gruppo di amici quel repertorio ritrovandosi nel gruppo spontaneo del FolkLab che si trova al circolo Acli di Borgo Trento.

La spontaneità è invece più difficile da trovare nel mondo dei gruppi di danze popolari che si sono strutturati quasi tutti come associazioni e dove si è verificata una frammentazione, sia data dalla specificità del territorio molto vasto – piccoli gruppi si sono costituiti dalla zona del lago di Iseo fino alla Bassa Bresciana- sia per i frequenti dissapori che nascevano tra le figure più carismatiche dei vari gruppi.

In questi gruppi è prevalsa la parte più coreografica della danza popolare, che ben si identifica con l’aggettivo “folcloristico” sottolineando le caratteristiche più salienti e colorite di ogni danza e di ogni cultura. Le danze vengono ballate su basi registrate e spesso presentate in costume come spettacolo.

Il Salterio è rimasto il gruppo più importante e il più conosciuto fuori dalla provincia. country salterioAltri gruppi più piccoli sono Girovagando (Carpenedolo), Ritminfolk (Rezzato), Tsambal (Castiglione delle Stiviere), Sempreinballo (Castelgoffredo) ed altri; anche questi gruppi più piccoli dedicano gran parte della loro attività alla preparazione di spettacoli in costume. Le danze del Sud Italia, sempre più di moda negli ultimi vent’anni, sono la specificità di Passo Ballabile a Brescia.

Negli ultimi anni si sono affiancati a questi gruppi nuove realtà dove il folk non è più finalizzato solo alla realizzazione di ricostruzioni di danze in costume ma un momento di sano divertimento di gruppo. Presso l’oratorio di san’Eufemia è nato il gruppo Santa che balla, che ripropone in maniera più semplice e morbida le più diffuse danze italiane ed internazionali.

E poi sono tornati finalmente i giovani! Presso la Piastra Pendolina, spazio messo a disposizione gratuitamente dal Comune, si trovano a ballare i Giravoltati. 20190425_231700Prevalgono la contaminazione e la spontaneità, poco rispetto della tradizione stretta ma molta autentico entusiasmo per la scoperta di questo nuovo genere, il balfolk, con una smaccata preferenza per il repertorio francese ma aperti ai repertori più diversi, soprattutto dove si sente una musica trascinante e contagiosa. Amano nuovi arrangiamenti dove fanno capolino il rock e il reggae, e amano ballare con la musica dal vivo.

Alcuni musicisti interessati al repertorio tradizionale hanno negli ultimi decenni iniziato a cercare di compaginare la propria esperienza e capacità con le esigenze della danza e sono nate delle belle occasioni per ballare repertori non solo strettamente locali ma riuscendo a spaziare dai Pirenei al Danubio, dall’Irlanda al mar Egeo. Per fare dei nomi mi piace ricordare gli Hofoch e Hstofech, i Sunom che i bala, la Brescia Klezmer Orchestra e, da fuori provincia, Maurizio Diamantini, Mario Serraglio, Stefano Masera, Vittorio Grisolia e Alberto Rota, Alex Burati.  Ci avevano provato anche i Girasuonati, ma al momento l’esperienza è sospesa.2018 festa della musica

Negli ultimi anni a questo panorama si sono aggiunte delle new entries: le comunità straniere. Greci, Rumeni, Albanesi, Siriani, Indiani, Colombiani, Bulgari, Ghanesi – solo per citarne alcuni – hanno delle loro associazioni in cui ripropongono attività che li legano al ricordo della madrepatria (lezioni di lingua, cucina, musica, cerimonie, abiti tradizionali, celebrazioni di feste e riti, ecc) propongono anche lezioni di danze tradizionali, con lo scopo di formare gruppi per spettacoli. cropped-20190225_165555.jpgA volte questi gruppi entrano in contatto con gli amanti italiani del ballo popolare in uno scambio reciproco e arricchente, spesso però sono molto autoreferenziali e si scocciano se i gruppi italiani ballano o suonano le loro musiche. Il confronto è molto arduo e delicato, ma dal mio punto di vista è molto interessante.

Come ho accennato prima la danza è sempre stata la sorellina minore della musica popolare ma negli ultimi decenni anche alla danza si comincia a dare il giusto rilievo attraverso stage con ricercatori e coreografi specializzati su aree specifiche (che però non sono quasi mai quelle della nostra provincia). Diversi tra i ballerini sia giovani che meno giovani, viaggiano e frequentano i festival di danze e musiche popolari per poter imparare nuove danze o approfondire ciò che già si sa. E’ interessante vedere poi come i vecchi e i giovani ripropongono queste nuove esperienze: i più agées cercando la riproposta e il rigore filologico, gli juniores esaltando lo spirito di gruppo e la relazione umana. cropped-img-20180507-wa00061.jpg

Tutto ciò è possibile osservarlo a giugno durante la giornata della Festa della Musica organizzata dal Mibac, la più bella tra quelle italiane. In città ci sono diversi punti dove è possibile sentire musica tradizionale o, a seconda della sottolineatura che si vuole dare, etnica o folk. E la danza popolare diventa linguaggio comune che consente all’ascoltatore di partecipare in prima persona entrando in relazione sia con gli altri che con la melodia e il ritmo. E questo è ciò che piace fare a me, coinvolgendo chi mi è vicino nella danza.

Giuliana Mazzola

MKlandestina a Brescia, 9 maggio 2020

Ebbene sì, con largo anticipo annunciamo la data della nostra terza MK Klandestina Bresciana, così che tutti voi ballerini klandestini provenienti da ogni luogo, possiate organizzarvi e venire a danzare con noi nelle più belle piazze della città, sino a giungere alle prime luci del mattino in cima alla torre dei Francesi del Castello medievale, arroccato sul colle Cidneo a ridosso del centro storico.

castelloUn po’ di balfolk animerà la prima parte della serata, per poi lasciarci cullare da meravigliose mazurke.
Ben accetti saranno tutti i musicisti che vorranno portare il proprio strumento per farci danzare, si creerebbe un’atmosfera ancor più magica.

Ci sarà il tavolo della condivisione itinerante pronto ad accogliere tutto il cibo che gentilmente porterete e che ci sosterrà nella lunga notte danzante.
E’consigliabile portarsi il proprio bicchiere in plastica dura per evitare sprechi inutili.

Per chi avesse necessità di un posto in cui dormire e riposare dopo i balli, basterà comunicarlo con un po’ di anticipo per poterci organizzare e accogliervi al meglio.

Nei prossimi mesi daremo maggiori dettagli sui luoghi, parcheggi e numeri di contatto…nel frattempo SEGNATEVI LA DATA, 9 Maggio 2020 e non prendete altri impegni 😉
VI ASPETTIAMOO!

5 aprile, stage di Danze Cretesi

kentriki-kriti-seminaria-horou-kepem-thumbnailGli insegnanti di danze greche Atanasio Vlachodimos e Giorgia Korka Chorostates – Χοροστάτες e il Centro Ellenico di Milano vi invitano al Seminario di Danze Cretesi. Per l’occasione, abbiamo il grande onore di ospitare il maestro Yannis Plagiotakis dall’isola di Creta che presenterà danze tradizionali cretesi.
Le danze greche dell’isola di Creta affondano le radici in tempi antichissimi ed esprimono il coraggio e il carattere dinamico dei cretesi.
Yannis Plagiotàkis nasce a Heraklio di Creta nel 1974.
Si laurea presso la Facoltà di Educazione Fisica dell’Università di Atene con specialità nelle danze greche tradizionali. Dal 2000 insegna educazione fisica alle scuole elementari. Nel 2002 fonda il Laboratorio di Danze Tradizionali “Choròspito” (www.xorospito.gr). Dal 2010 partecipa come relatore a seminari di danze tradizionali cretesi in Grecia e Cipro.

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